La longevità nell’arte pittorica di Maria Sciortino

La longevità nell’arte pittorica di Maria Sciortino

Maria Sciortino: l’arte che ha raccontato la longevità prima ancora che venisse scoperta

La longevità nell’arte pittorica di Maria Sciortino

Pubblicato il: 10 maggio 2026

Su questo libro

L’editore Taphros descrive il volume dedicato a Maria Sciortino con queste parole:

“Arte e pace sono legati da una relazione strettissima. Uniscono luoghi e generazioni al di sopra e al di là del tempo, delle fedi religiose, della storia e della politica. Nell’arte si vivono emozioni universali: paura, fede, bisogno di libertà, il senso di comunità di chi resiste. È un tempo della coscienza in cui memoria e attualità convivono.”

È proprio da questa riflessione che prende forma il libro scritto da Gisella Rubiu, dedicato alla vita e al percorso artistico della pittrice Maria Sciortino.

Fin da bambina Maria Sciortino osservava la madre dipingere. Da quella curiosità nacque una passione che la portò dapprima a sperimentare linee, forme, pieghe, drappeggi e intrecci, fino a sviluppare uno stile pittorico personale, guidato da una forte esigenza espressiva.

Nel suo percorso artistico fu determinante l’incontro con Mario Delitala, del quale fu allieva. Fu proprio Delitala a incoraggiarla con una frase destinata a rimanere nella sua memoria: «Con le tue linee andrai lontano.»

Giunta a Villagrande Strisaili come insegnante, Maria Sciortino rimase profondamente affascinata dalle donne del paese. Da quell’incontro nacque uno stile unico, capace di rappresentarne l’interiorità attraverso la gestualità e l’intreccio delle linee, raccontando identità, memoria, cultura ed emozioni.

La sua pittura è profondamente legata alla Sardegna e alle donne sarde, che l’artista definiva “donne Madonna”. Figure che incarnano una longevità intesa non soltanto come lunga vita, ma come capacità di vivere intensamente, custodendo valori, identità, tradizioni e relazioni.

La straordinaria intuizione di Maria Sciortino fu quella di rappresentare tutto questo già negli anni Ottanta del Novecento, quando ancora non si parlava della longevità dell’Ogliastra. Solo dopo il 2000, con la scoperta scientifica della Blue Zone e in particolare del caso di Villagrande Strisaili, arte, letteratura e scienza si sono idealmente incontrate, confermando come la sua pittura avesse saputo cogliere un patrimonio umano ancora sconosciuto agli studi.

Come ricorda Gisella Rubiu, già nel suo volume Donne Sarde. Sensibilità primitive, aveva accostato Maria Sciortino a Maria Lai per il loro profondo rapporto con la natura e con la cultura dell’isola: Maria Lai intrecciava fili, Maria Sciortino intrecciava linee, entrambe trasformando la memoria collettiva in linguaggio artistico.

Nel corso della sua carriera Maria Sciortino ha esposto in numerose mostre, organizzate anche su invito di diversi Comuni della Sardegna. La sua prima esposizione si tenne al Club d’Arte “Il Gabbiano” di Cagliari, ottenendo un importante riscontro da parte della critica e del pubblico.

Durante la presentazione del libro di Gisella Rubiu, alla presenza di numerosi cittadini di Villagrande e di altri comuni del territorio e della provincia, Maria Sciortino è intervenuta in videocollegamento per ringraziare l’autrice:

“Grazie per aver saputo cogliere come l’arte possa essere non solo espressione di bellezza, ma anche testimonianza di vitalità, memoria e passione. La mia pittura è profondamente intrecciata alla Sardegna, alla sua cultura e soprattutto alle donne sarde che, con la loro forza e saggezza, rappresentano un esempio di quella longevità che non è solo vivere a lungo, ma vivere intensamente, conservando valori, identità e tradizioni socializzanti. Un ringraziamento speciale alla comunità di Villagrande che mi ha accolto con affetto e a tutta la Sardegna, terra che mi ha ispirata e alla quale sono profundamente legata. Un sincero grazie anche all’editore Taphros che ha accolto e sostenuto questo progetto editoriale.”
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